Riappropriarsi dello spazio pubblico

di Marco Stefanelli*

Quando Andrea mi ha proposto di scrivere qualche riga sul mondo delle passeggiate sonore per i lettori di Questioni d’Orecchio la mia domanda è stata: «Ok, bellissimo, ma in qualità di cosa?».
Lei ha risposto: «Di esperto di passeggiate sonore».
Io ho riso.
E dopo aver riso mi son reso conto che serviva questa premessa. Per ringraziare Andrea per la fiducia (non so quanto ben riposta), ma anche per avvertire voi, lettrici e lettori della sua newsletter, che non mi considero e non sono un esperto di passeggiate sonore, a differenza di molte altre persone che citerò qui di seguito.

È un formato che ho scoperto ormai cinque anni fa. Ne ho realizzata qualcuna, ma soprattutto le adoro dal più profondo del mio canale uditivo. Ecco perché ho accettato quest’invito.

Sono, in generale, una di quelle persone che quando entra in una stanza riesce a spargere tutto quello che si ritrova in tasca in ogni remotissimo punto dello spazio. Perciò, per tentare di arginare le mie due compagne stabili di vita – confusione e verbosità – ho deciso di dividere questo testo in tre parti.

  1. Rivelazione, in cui vi racconto brevemente come ho conosciuto il mondo delle passeggiate sonore (niente agiografie, tranquilla, solo qualche spunto teorico che potete saltare a piè pari se al leggere preferite ascoltare).
  2. Tracce d’Ascolto, in cui condivido alcuni esempi (per me stupendi) di utilizzo del formato “passeggiata sonora”.
  3. Corpi al Sole, con una lista di appuntamenti interessanti per i prossimi mesi estivi (sperando sempre che passeggiare d’estate nell’era del cambiamento climatico non ci faccia diventare possibili protagonista defunta del prossimo romanzo di Gianrico Carofiglio).

Premessa finita. Iniziamo!

  1. RIVELAZIONE
    Parto da una data e da un luogo preciso: 30 settembre 2016, Amsterdam.
    A dispetto del luogo, la rivelazione sull’esistenza delle passeggiate sonore in questo mondo non è arrivata tramite assunzione di sostanze psicotrope, ma nel corso della partecipazione a un workshop su “La Radio fuori dalla Radio”, con Duncan Speakman come maestro di cerimonie.
    A Duncan (e di riflesso anche a Katharina Smets e a Jonathan Zenti che quel workshop lo hanno organizzato all’interno di un festival di podcaster indipendenti, il MIRP), devo tutto quello che ho scoperto in quelle poche ore sulla realtà delle passeggiate sonore e sulle infinite potenzialità di questo formato. Scoperte, tra l’altro, che hanno cambiato il mio modo di produrre racconti audio.
    Cosa ho scoperto quel giorno?
    Innanzitutto, che non sempre le produzioni sonore (podcast, passeggiate sonore, radio documentari, ecc.) devono essere ascoltate a casa, in poltrona sul nostro impianto hi-fi – che tanto non abbiamo. Alcune di questi racconti possono, e devono, essere ascoltati fuori: in una piazza, in un parco, integrati, immersi, nello spazio pubblico. È una scelta estetica ma anche politica: la riappropriazione dello spazio pubblico attraverso corpo e voce.
    Il secondo elemento è il punto di vista. Quando ascoltiamo un lavoro di narrazione sonora o quando ne produciamo uno noi stessə, qual è il punto di osservazione dell’host? Da che tempo ci parla? Dal passato, il tempo della registrazione, o dal presente, il tempo dell’ascolto? E poi a chi parla? A me individuo, a noi pubblico di ascoltatori indefinito? Quale background culturale, economico, politico orienta il suo punto di vista dal quale ci invita a osservare il mondo?
    In un breve saggio del 2019, No Vantage Point, Duncan Speakman a proposito di tutto questo scrive:

Immersion might mean
looking outwards
listening outward
Immersion might mean
there is no vantage point

Tante domande, pochissime risposte insomma. Quello che però mi aveva affascinato subito, nel corso di quel primo breve workshop, era la possibilità di utilizzare il formato della passeggiata sonora per costruire narrazioni capaci di immergersi nello spazio pubblico creando un’interazione, uno scambio, tra ascoltatore e luogo dell’ascolto.
Troppa teoria? Tranquillə, è appena finita. Passiamo a qualche suggerimento pratico d’ascolto!

  1. TRACCE D’ASCOLTO
    Il formato della passeggiata sonora nei suoi circa 50 anni di storia è stato preso in prestito da autori radiofonici e registi teatrali, podcaster, attori, compositori e field recordist, per realizzare le produzioni più disparate.
    Perciò oggi sotto il nome di passeggiata sonora, audio o sound walk, trovate un’eterogeneità di lavori differenti che hanno però tutti una base comune: il tentativo di mettere in relazione lo spazio (pubblico o privato) e l’ascoltatore (il suo corpo, la sua mente o entrambi) per mezzo del medium sonoro.
    Le tracce d’ascolto che ho pensato di suggerire qui di seguito sono, inoltre, tutte produzioni che hanno al centro una qualche forma di narrazione, una storia, un punto di osservazione ben definito, un narratore o una narratrice che vi invitano a condividere in cuffia il loro punto di vista sul mondo.


The Walks
– Rimini Protokoll
Un’app in sei lingue (tra cui l’italiano), sviluppata da un fantastico collettivo di impronta teatrale, che porta sul vostro smartphone una collezione di dieci passeggiate sonore da ascoltare nello spazio pubblico della città in cui vi trovate, qualsiasi città! L’app è gratuita ma per utilizzarla vi richiede di acquistare un ticket di 5 euro con il quale potete ascoltare tutte le passeggiate (in tutte le lingue e quante volte volete).
Si tratta di racconti di media durata, tra i 15 e i 30 minuti, alcuni realizzati per essere ascoltati individualmente, altri in coppia o in gruppo, ognuno connesso a uno specifico luogo dello spazio cittadino: un semaforo, una strada, un parco, un supermercato, un cimitero.
Sono storie che invitano a considerare lo spazio pubblico come luogo intriso di pulsioni emotive, politiche e sociali, di connessioni e coincidenze che hanno solo bisogno di indizi per esser scovate. Naturalmente iniziate l’ascolto dalla prima traccia: Partenza.
Attenzione: l’app ha ancora dei piccoli bug (o forse è solo il mio vecchio smartphone che non ce la fa più), perciò vi consiglio di non scaricare le singole passeggiate ma di ascoltarle in streaming. Il rischio è che l’app vada in crash totale e vi tocchi riscaricarla pagando altri 5 euro (o almeno questa è l’unica soluzione che sono riuscito a trovare io).

Duncan Speakman
Di Duncan, compositore e autore di passeggiate sonore uniche, sfortunatamente non si trova molto da ascoltare online.
Il mio consiglio è di visitare il suo sito e iscrivervi alla sua newsletter (dopotutto se state leggendo questo consiglio è perché una fissa per le newsletter già l’avete!) e rimanere così aggiornatə sui prossimi eventi e festival nei quali potrete ascoltare le sue produzioni.
Nell’attesa di queste occasioni però vi posso dire che esiste una sua esplorazione sonora di Gand, in Belgio, realizzata nel 2017 per BBC Radio 3. Il progetto si chiama Say When ed è una riflessione sui concetti di confine, tempo e immersione cui facevo riferimento prima. Inoltre, se quest’estate passate da Londra e avete un’ora libera, potete ascoltare uno dei suoi lavori più belli: andate (insieme a un’altra persona) fino alla Cattedrale di San Paolo e da lì ascoltate A Hallow Body (un’altra app totalmente gratuita in lingua inglese). È una passeggiata da fare in coppia, ma non farete la stessa strada: seguirete infatti percorsi paralleli tra le strade e i vicoli della City.


Ti Racconterò di Me
– Mamadou Cellou Diallo e Marco Stefanelli
Qui sarò breve perché è una produzione a cui ho lavorato io stesso e a cui sono davvero affezionato. L’interazione con lo spazio in questo racconto sonoro è molto minore rispetto ai lavori di Rimini Protokoll e Speakman. Qui tutto si gioca sul punto di osservazione: quello di una ragazza adolescente della periferia romana, con i suoi disagi, la sua emotività, i suoi segreti e il suo desiderio di condivisione. Un lavoro da ascoltare sedutə su una panchina della città in cui vivete, mentre le bici, le persone e le auto vi scorrono intorno.

Foto di Alessandro Schiariti

  1. CORPI AL SOLE
    Nel corso dei (ahimè) pochi eventi di ascolto pubblico di passeggiate sonore e performance itineranti che vi suggerisco per quest’estate non solo avrete la possibilità di sperimentare l’ascolto collettivo di un’opera sonora. Ma potrete soprattutto agire queste opere sonore nello spazio pubblico della città, in questo caso Roma e Gradisca d’Isonzo. Sono due esperienze sonore in cuffia molto diverse tra loro, ma entrambe si inseriscono – a mio parere – in un percorso di riappropriazione dello spazio urbano per mezzo di storie ed emozioni abitualmente vissute con distacco, inquietudine o paura.
    Farà caldo: non dimenticate cappellino e scarpe comode!


Guide Invisibili  – Passeggiata per San Lorenzo

20 Luglio e 9 settembre, h 18-20
Roma

Un progetto di narrazione sonora di sei quartieri della città di Roma raccontati attraverso il punto di vista delle persone migranti ospiti dei centri di accoglienza della Capitale. In queste due passeggiate sonore, inserite all’interno del calendario dell’Estate Romana 2022, gli autori di Guide Invisibili vi porteranno a scoprire lo storico quartiere di San Lorenzo raccontandovi storie della resistenza anticoloniale e le battaglie recenti per il loro diritto allo studio, alla libertà di movimento, a rivendicare un futuro migliore.

Foto di Ginevra Sammartino

Collettivo Wundertruppe – Piazza della Solitudine
Dall’8 all’11 settembre, all’alba e al tramonto
In\Visible Cities FestivalGradisca d’Isonzo (Go)
Fa strano consigliare qualcosa che ancora non si è ascoltato ma spero, in queste ultime righe, di far crescere in voi almeno un po’ di quella curiosità che nutro per questo progetto. Per il collettivo Wundertruppe, che Piazza della Solitudine l’ha ideata, questa è una «performance itinerante in cuffia». Un camminare insieme, ascoltando voci raccolte in tempi e luoghi diversi (negli ultimi anni, tra Italia e Canada) che ci vengono restituite in un’atmosfera non casuale ma immaginata e suggerita dalle autrici della performance nella scelta precisa del tempo dell’evento: all’alba o al tramonto, sull’orlo di quel crinale che è il momento di passaggio da uno stato a un altro dell’esistenza, dalla notte al giorno, o viceversa.

Foto di Alvise Crovato

E a far da sfondo a tutto ciò lo spazio urbano e il tema della solitudine come esperienza universale che ci accomuna tutti.
Insomma, io non vedo l’ora di seguire l’ombrello a spicchi colorati di Wundertruppe su e giù per le stradine di Gradisca d’Isonzo. Seguite il sito del festival per sapere gli orari e le date definitive della performance. Ci vediamo lì a settembre?

*Marco Stefanelli è un autore radiofonico indipendente. I suoi lavori spaziano dal podcast al documentario radiofonico passando per la realizzazione di spazi sensibili, progetti di radio comunitarie e passeggiate sonore. 

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