L’arte di dare voce a fumetti e graphic novel

Una storia, se è avvincente, può essere raccontata in mille modi diversi.

Dai racconti orali a quelli scritti, dalla Bibbia ai dipinti, per arrivare alla continua osmosi tra romanzi, film e serie tv di oggi, gli esempi di storie che saltano liberamente da un medium espressivo all’altro non mancano.

L’ultima tipologia di “salto” sembra essere quella tra due formati relativamente recenti: fumetti e graphic novel, da una parte, e audiolibri e podcast, dall’altra.

Questa tendenza, nata negli Stati Uniti e inizialmente spinta delle grandi case di fumetti come Marvel e DC, sta avendo un discreto successo anche in Italia. E se alcune delle produzioni più ambiziose sono traduzioni di lavori americani (come nel caso di Batman – Un’autopsia per Spotify e The Sandman per Audible), non mancano però produzioni autoctone, come gli adattamenti di storie di Diabolik (su Audible) e Corto Maltese (una coproduzione di Emons Record e Storytel) o dei libri di Zerocalcare (ancora per Storytel).

Perché adattare fumetti e graphic novel in formato audio

Il caso di Zerocalcare, il cui successo è dimostrato dalla presenza di tutti e tre i suoi titoli per Storytel nella classifica Top 50 della piattaforma, è particolarmente interessante. Per Bao Publishing, casa editrice nata nel 2009 su iniziativa di Caterina Marietti e Michele Foschini, quella di pubblicare A Babbo Morto, Kobane calling e La profezia dell’armadillo anche in versione audiolibro è una strategia che si sposa bene con la filosofia generale della casa editrice. «Il nostro obiettivo è anche quello di far scoprire i fumetti a chi non li ha mai letti», ci ha raccontato Francesco Savino, Editor di Bao.

Se per gli editori c’è la volontà di far conoscere i personaggi e le storie dei fumetti a un pubblico più ampio, magari con lo scopo di avvicinarlo al medium originale, si può dire lo stesso per le case di produzione come Storytel e Audible, che vedono una possibilità di ampliare il bacino di utenza dei propri prodotti audio. Ma davvero sono solo ragioni di pubblico alla base di questi progetti?

Secondo Marco Novali, Publishing Manager di Storytel Italia, il desiderio di sperimentare in questo campo nasce dalla consapevolezza che l’audio può fornire una dimensione completamente nuova alla storia. Anche per Luca Moretti, Production & Casting Manager di Audible per l’Italia, cambiando il formato con cui si raccontano le storie c’è la possibilità di espanderle, arricchirne la fruizione e sottolineare aspetti che il media di origine non consente di esplicitare. Sfruttando l’udito, le si rende più immersive.

Le sfide pratiche nel passare da un formato all’altro

Da un punto di vista puramente pratico, il lavoro di adattamento ed editing è molto più complesso che nella creazione di audiolibri tradizionali, in cui il presupposto iniziale è sempre quello della lettura integrale del testo. Audible, per esempio, ci ha raccontato che per gli adattamenti di graphic novel c’è bisogno in primis di un complesso lavoro di adattamento dei testi. Peraltro, trattandosi spesso di saghe che si sviluppano per diversi volumi e da molti anni, il materiale disponibile è enorme e quindi vanno fatte delle scelte su quali parti raccontare.

Secondo Moretti, è fondamentale poter collaborare con gli autori e le autrici che hanno immaginato questi mondi, con i traduttori e le traduttrici che hanno trasposto la scrittura della versione originale in italiano, e anche con i curatori e le curatrici delle graphic novel, ove possibile.

Andando nello specifico, una caratteristica tecnica dell’opera di origine che ha sicuramente forte impatto sul tipo di adattamento audio è la presenza o meno di una voce narrante inserita nel racconto originale. In base a questo, tutte le opere che abbiamo citato finora seguono uno tra tre approcci possibili.

Strategia nr.1: un narratore onnisciente per descrivere ciò che non si vede

Il primo approccio è quello di aggiungere un narratore onnisciente in terza persona che, attraverso le sue parole, dipinga davanti ai nostri occhi l’ambientazione delle scene in cui si svolge la vicenda. Una specie di traduttore dal medium visivo del fumetto a quello uditivo dell’audiolibro, che ci fornisce le descrizioni necessarie per visualizzare le ambientazioni di una specifica scena.

È stata questa la via scelta per trasporre la serie Corto Maltese Suite Caribeana di Hugo Pratt (progetto ideato e sceneggiato da Federico Castelli Gattinara per Emons Records, disponibile su Storytel) e per The Sandman, prodotta da Audible in collaborazione con DC.

Strategia nr.2: lo stile radiodramma

Il secondo approccio possibile è quello di fare totalmente a meno di un narratore, affidandosi invece a un cast di attori che, con la loro voce, portano l’ascoltatore al centro della narrazione. Un approccio in stile radiodramma, che non ha paura di utilizzare cast estesi per assicurare la massima resa.

È questo il caso del già citato Batman – Un’Autopsia (Spotify), che utilizza una voce già associata al protagonista della serie in Italia: Claudio Santamaria. Santamaria è stato infatti il doppiatore dell’uomo pipistrello nella trilogia di Christopher Nolan, e in questa produzione Spotify del 2022 è affiancato da un cast davvero ricco: Michele Bravi (l’Enigmista), Michele La Ginestra (Thomas Wayne), Maria Grazia Cucinotta (Martha Wayne) Beatrice Bruschi (Kell), Edoardo Ferrario (Arnold Flass), Michela Giraud (Vicki Vale), Alice Mangione (Barbara Gordon), e il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini (Alfred).

Il cast italiano del podcast Batman – Un’autopsia di Spotify

Anche in Marvel’s Wastelanders: Star-Lord, prodotta da Audible e Marvel, abbiamo una resa tutta incentrata sull’azione e priva di narratore. La serie ritrova gli ex Guardiani della Galassia Peter Quill (interpretato da Neri Marcorè) e Rocket Raccoon (con la voce di Corrado Guzzanti) in un futuro post-apocalittico, impeganti alla ricerca del Vortice Nero (un’antica reliquia che si dice fornisca poteri cosmici). Altri personaggi che li accompagnano sono Cora, una specie di robot di bordo a cui dà voce Mattea Serpelloni, e il Dottor Destino, interpretato dall’inconfondibile Luca Ward.

Strategia nr. 3: l’approccio ibrido del narratore interno alla storia

Il terzo approccio, rappresentato dalle opere di Zerocalcare (Storytel) e dalla serie di Diabolik (Audible), risulta particolarmente interessante perché è una via di mezzo tra le due strategie narrative precedenti. Anche in questo caso, non sorprenderà che l’impostazione scelta per la narrazione audio è suggerita dalle caratteristiche dell’opera di partenza.

Nel caso di Zerocalcare, quello che vediamo sulla pagina delle sue opere è già filtrato dal protagonista-voce narrante. Il narratore condivide col lettore una sorta di flusso di coscienza continuo, guidandolo nei meandri del suo mondo interiore e spiegandone i retroscena. In quest’ottica, la scelta di dare al personaggio/narratore Zerocalcare la voce dell’autore in carne ed ossa, ossia Michele Rech, risulta molto naturale.

I dialoghi diretti si dividono tra quelli in cui è lo stesso Zerocalcare a impersonare anche gli altri interlocutori (dando una tonalità espressiva molto riconoscibile a ciascun personaggio), e quelli in cui sono altri attori a dare la parola ai personaggi. Tra questi vanno citati Neri Marcoré e Caterina Guzzanti per A Babbo morto, Emanuela Fanelli e Stefano Fresi in Kobane calling, e Valerio Aprea e Diane Fleri ne La profezia dell’armadillo. I contributi di questi attori vanno a intrecciarsi perfettamente con l’interpretazione di Zerocalcare, il quale, a detta di Marco Novali, «negli ultimi anni non solo si è affermato come autore ma proprio anche come voce». Chiaro qui il riferimento alle serie Netflix che portano la firma del fumettista, di cui gli audiolibri si possono ritenere in un certo senso precursori.

Altro esempio simile a quello di Zerocalcare è la serie podcast dedicata a Diabolik, prodotta da Audible Italia. In modo simile a quello che accade coi fumetti della serie, anche nella versione audio ci vengono presentati i pensieri dei personaggi principali. Il risultato finale è una specie di narratore mobile, che si sposta da un personaggio all’altro aprendo un varco sul monologo interiore di personaggi come Diabolik stesso (interpretato da Francesco Venditti) e l’ispettore Ginko (con la voce di Claudio Moneta).

A prescindere da quale approccio si scelga per la resa del narratore, quello che non manca mai in questo tipo di adattamento sono i dialoghi diretti tra i personaggi. E qui entra in gioco un altro elemento a cui si deve prestare molta attenzione. Il linguaggio dei fumetti tradizionali, soprattutto nei dialoghi, è caratterizzato da uno stile inconfondibile, fatto di espressioni formulari e roboanti. Il rischio, quando si traspongono questi dialoghi in formato audio, è quello di avere un copione troppo affettato, esagerato, quasi ridicolo. Non è sempre facile bilanciare l’esigenza di essere fedeli all’opera originale con quella di doverla adattare ai bisogni di un medium diverso. Però è qui che entrano in gioco gli attori e la loro bravura. Una recitazione fedele ma troppo sopra le righe potrebbe infatti avere l’effetto opposto di quello desiderato, ovvero portare l’ascoltatore a disconnettersi dal racconto e vederne l’artificiosità. A mio parere gli esempi citati trovano tutti il giusto equilibrio tra le due esigenze, ma nel caso di Batman – Un’autopsia la formula è particolarmente riuscita.

L’importanza del sound design

Infine, quando si parla di resa audio di graphic novel e fumetti non si può non menzionare l’importanza del sound design. Un sound design non facile da calibrare perché, come spiega Luca Moretti di Audible, deve supportare e arricchire le performance dei narratori e delle narratrici senza mai sovrastarle.

Alla domanda su come si faccia trovare quel giusto equilibrio nella regia sonora, Marco Novali di Storytel racconta: «Ogni graphic novel ha un tono, un ritmo e un’atmosfera distinti, e il nostro obiettivo è restituirli attraverso il suono». Per farlo, il team che sta dietro al progetto analizza l’opera, prendendo nota di elementi chiave come l’ambientazione, il periodo temporale, i personaggi e le loro interazioni. E poi si ragiona su come tutti questi elementi possano essere tradotti in suoni.

Qualche dato per misurare l’interesse del pubblico

Le sfide poste da questo tipo di progetto di adattamento non sono poche, ma i risultati che dicono? C’è un pubblico interessato a questo tipo di offerte audio?

A giudicare dalle classifiche delle principali piattaforme di ascolto, sembrerebbe di sì. A detta di Storytel, gli audiolibri di Zerocalcare da sempre – ossia da quando è cominciata la collaborazione con Bao, nel 2020 – sono tra i primi 10 titoli della loro classifica. Un altro esempio? L’ultima ricerca NielsenIQ per Audible relativa all’ascolto di podcast in Italia mostra che Sandman Atto I è il podcast più ascoltato di sempre su Audible.it. E Diabolik è stato il secondo podcast più ascoltato del mese di dicembre 2022, dietro soltanto a The Sandman Atto III (il quale è anche al nono posto della classifica dei podcast più ascoltati dell’ultimo anno su Audible).

Unendo le proprie forze, questi due formati narrativi che tendiamo a non associare al grande pubblico, sembrano riuscire a trovare nuove strade di fruizione, raggiungere nuovi fan e aprire nuove vie creative l’uno per l’altro.

 

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