PERCHÉ RACCONTARE IL LUSSO E L’ARTIGIANALITÀ
Il settore del lusso e dell’abbigliamento rappresenta in media 48,7% del fatturato annuo dell’industria manifatturiera italiana. Anche in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, l’industria della moda è tornata rapidamente a livelli vicini a quelli del 2019. Il 2021 ha segnato un +20,9% rispetto al 2020, per un totale di 83,1 miliardi di euro (fonte Pambianco 22/2/2022).

Eppure, nonostante l’altissimo interesse verso il settore e un aumento costante dei contenuti in italiano, in molti casi per parlare di podcast e moda dobbiamo ancora riferirci a contenuti in lingua inglese. Alcuni brand hanno scelto la strada dei branded podcast narrativi, altri stanno portando avanti progetti più continuativi (smart talk o con format intervista), altri podcast invece fanno da amplificatore a mestieri, professionisti e passioni.

Ascoltare questi podcast è come compiere un viaggio che ci accompagna dietro le quinte di quello che siamo abituati solo a vedere. La moda vive da sempre di estetica e dell’impatto visivo, ma racchiude un patrimonio artistico e culturale immenso che è difficile comunicare solo allo sguardo.

Grazie ai podcast, i brand hanno l’opportunità di creare nuovi punti di contatto diretto con le persone e la narrazione delle storie di artigiani, di designer e delle aziende stesse diffonde cultura e trasmette emozioni.

BRANDED PODCAST DEL SETTORE MODA
Tra i vari nomi della moda che hanno scelto di comunicare anche tramite podcast, questi sono quelli di cui suggerisco l’ascolto, per iniziare:

  1. Gucci Podcast
  2. i podcast di Vogue Italia
  3. Dior Talks

Gucci Podcast è principalmente un progetto in lingua inglese. Tuttavia troviamo nella serie alcuni episodi in italiano. Il format è quello delle interviste: si alternano speaker, professionisti e celebrities legati al brand fiorentino, voci e musiche, in un melting pot che riflette davvero molto il fashion system e l’impronta di Alessandro Michele, direttore artistico di Gucci.

Se Gucci Podcast ci fa entrare in un tourbillon di progetti, i podcast di Vogue Italia ci accolgono rassicuranti. L’obiettivo è quello di diffondere cultura e raccontare storie. Fashion Tales parla principalmente dell’origine di accessori e capi di abbigliamento, ma è con Masters of Fashion che facciamo davvero un viaggio nel tempo, per conoscere la storia dei più grandi stilisti italiani e stranieri. Mentre con Of Love and Style ci spostiamo verso il legame indissolubile tra i designer e le loro muse, in ogni epoca. Un podcast ben scritto, con ritmo e un sound decisamente accattivante.

Immergersi nel mondo dei fashion podcast partendo da Dior Talks, giunto alla sesta serie, porta invece a scoprire le origini della maison e l’universo femminile che, nei decenni così come oggi grazie alla direzione creativa di Maria Grazia Chiuri, ispira le collezioni di Dior.

FASHION PODCAST, TRA CULTURA E SENSIBILIZZAZIONE
Anche se non tutti i podcast hanno alle spalle grandi brand, altri, tra quelli che hanno colpito di più la mia attenzione, hanno senz’altro un grande protagonista, come nel caso di Cabina Armadio (Storytel, Nick Cerioni) e di Fashion Confidential (Dr Podcast, Mariella Milani). Oppure ancora affrontano un grande tema, come in Wardrobe Crisis with Clare Press.

Cabina Armadio è un podcast originale per Storytel, uno smart talk che, in ogni episodio, vede Albi Scotti chiacchierare con Nick Cerioni, celebre direttore creativo e stylist di artisti. Si parla di capi iconici che tutti noi abbiamo nell’armadio, dai jeans agli occhiali da sole, tra aneddoti e spiegazioni interessanti.
Il tono è volutamente informale, senza accademismi o intenzioni didattiche, e forse proprio per questo Cabina Armadio lascia il segno e si fa ascoltare con piacere anche da chi non è del mestiere.

Il podcast Fashion Confidential sta pubblicando in queste settimane gli episodi della seconda serie, Pronto, Mariella?. Mariella Milani, giornalista, autrice e giornalista di moda, a un capo del telefono e, dall’altro, ospiti come Pierpaolo Piccioli e Giuliano Calza, per parlare di tendenze ma anche di temi sempre più intrecciati tra moda, comunicazione e società.

Podcast in lingua inglese, Wardrobe Crisis with Clare Press spazia invece tra tutti gli argomenti legati alla sostenibilità e a come le nostre scelte nell’ambito della moda possano fare la differenza, in un format piuttosto fluido tra ospiti, puntate speciali e approfondimenti verticali.

BESPOKE E IL LUSSO MASCHILE
Per quanto riguarda la moda, il cosiddetto “lusso maschile” è rappresentato dalla nicchia del bespoke, settore in tendenza, nonostante le sue radici classiche e di lunga tradizione, italiana e inglese.

I podcast in questo ambito sono ancora poco sviluppati per l’audience italiana, ma per chi è appassionato di abbigliamento su misura sartoriale consiglio di cominciare dall’ascolto di Sartorial Talks: The Podcast e Unbuttoned. Due podcast con qualcosa in comune: l’importanza degli host, ovvero degli speaker, che sono realmente figure autorevoli del settore.

Hugo Jacomet e Sonya Glyn di Sartorial Talks sono da anni punti di riferimento molto accreditati per tutti gli amanti dell’eleganza maschile. Di questo podcast, l’unico aspetto negativo è che non si tratta di un contenuto nativo per l’audio, ma è il catch-up del loro canale YouTube. Di conseguenza non è un progetto che ti accompagna ad immaginare, conoscere, percepire il settore, ma te lo mostra. E questo, nella trasposizione audio, talvolta si nota.

Unbuttoned, invece, è il podcast datato 2019 del giornalista Bruce Boyer, che vanta una carriera internazionale e decennale nel bespoke. Il podcast racconta lo stile maschile attraverso il corso di sei decadi, oltre ad alcune bonus track aggiuntive, per parlare di storiche aziende tessili, quali Vitale Barberis Canonico o Anderson&Sheppard.

In un settore come quello della moda, che si basa sul gusto estetico e che è, per antonomasia, soggettivo, ascoltare storie, protagonisti e voci autorevoli ci porta a dare un nuovo significato a ciò che appare. Farlo attraverso i podcast è un’opportunità ancora da esplorare ed espandere, da parte dei brand. Perché, come afferma Philip Kotler nel suo libro Onlife Fashion, rimanere «“tradizionali” in un momento storico come questo significa rischiare l’estinzione».

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