La rivincita degli audiolibri

Già da qualche anno il settore degli audiolibri è quello che cresce di più nel mondo dell’audio parlato, ma anche in quello editoriale in generale.

Negli Stati Uniti, dove il mercato è nato e si è sviluppato, secondo l’Audio Publishers Association nel 2025 le entrate hanno raggiunto quasi i 2,5 miliardi di dollari, in aumento del 9% rispetto all’anno prima.

E a livello globale Grand View Research prevede una crescita superiore al 25% annuo fino al 2030. Una delle aree con il tasso di espansione più alto è l’Asia-Pacifico, dove l’industria prospera principalmente grazie alla diffusione degli smartphone e dei pagamenti digitali e all’ampliamento dei cataloghi nelle lingue locali. (Gli utenti in generale preferiscono ascoltare storie nella propria lingua e tendono a identificarsi di più con i racconti che rispecchiano il loro contesto culturale e linguistico.)

La crescita riguarda anche il pubblico. Secondo Edison Research, oggi ascolta audiolibri ogni giorno l’8% degli statunitensi, contro il 3% del 2016.

In Italia NielsenIQ rileva che 11,6 milioni di persone ascoltano almeno un audiolibro all’anno, il 2% in più del 2025 e il 16% in più rispetto a cinque anni fa.

E oltre la metà degli intervistati per l’Audible Compass – uno studio sulle abitudini di ascolto in Italia, Spagna, Germania e Francia – tra il 2024 e il 2025 ha aumentato la frequenza con cui consuma contenuti di audio parlato.

La percentuale di popolazione che ascolta audiolibri sta crescendo parecchio soprattutto in India e in Cina. In India l’audiolibro risolve un problema pratico: permette di consumare contenuti lunghi a persone che non sono abituate a leggere. In Cina invece il formato è inserito in un ecosistema audio molto variegato, dominato da piattaforme come Ximalaya, dove gli audiolibri convivono con podcast, corsi audio eccetera senza che gli utenti percepiscano una reale distinzione tra le diverse tipologie di contenuto.

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La storia degli audiolibri è quella di una lenta gestazione seguita da un’esplosione. Per decenni il formato è rimasto una nicchia. I titoli erano venduti singolarmente, prima su cassetta poi su CD, e a comprarli era soprattutto chi cercava compagnia e intrattenimento durante lunghi viaggi in auto.

La svolta è arrivata nella seconda metà degli anni Dieci, con la diffusione degli smartphone e delle app dedicate. Da quel momento Stati Uniti ed Europa settentrionale hanno registrato per anni una crescita a doppia cifra. Piattaforme su abbonamento come Audible e Storytel hanno trasformato l’acquisto occasionale in un’abitudine ricorrente.

Com’è accaduto con la musica in streaming, i cataloghi “all you can listen” hanno fatto sì che il consumo non fosse più legato a una spesa specifica per il singolo titolo.

Poi ci siamo beccati la pandemia. Il tempo trascorso in casa e l’esigenza di stare lontani dagli schermi hanno spinto milioni di persone verso forme di intrattenimento audio. E così il consumo di audiolibri ha subito un’accelerazione ulteriore.

Un segnale indiretto di quanto il formato sia sempre più apprezzato viene da YouTube, dove proliferano copie pirata di audiolibri create con l’intelligenza artificiale e seguite da decine di migliaia di ascoltatori.

Il 45% di chi ha ascoltato audiolibri nell’ultimo anno ha dichiarato a Edison Research di averne ascoltato almeno uno in forma gratuita su YouTube: è il 38% in più del 2025.

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Dietro alla crescita del mondo degli audiolibri negli ultimi anni ci sono molti fattori che si sono rafforzati a vicenda.

Il boom dei podcast ha fatto scoprire a milioni di persone la bellezza di immergersi in storie audio on demand e la comodità di farlo mentre si è impegnati in altro. Ha creato l’abitudine all’ascolto long-form e ha portato allo sviluppo di contenuti audio-first, concepiti fin dall’origine per essere ascoltati.

Sul fronte produttivo, la standardizzazione dei flussi di lavoro e la presenza di studi specializzati che operano su larga scala hanno reso possibile aumentare il numero di titoli senza che i costi crescessero in modo proporzionale.

L’audiolibro ha ancora un margine di sviluppo molto ampio: solo una piccola parte dei cataloghi editoriali è disponibile in audio.

In Brasile, per esempio, su circa 400.000 titoli cartacei e 200.000 ebook appena 12.000 sono disponibili in audio.

Oltre alle novità, case editrici e piattaforme stanno puntando sempre di più sulla trasformazione in audiolibri del cosiddetto fondo editoriale, ossia tutti quei libri pubblicati in passato che sono ancora in distribuzione. Peraltro in formato audio molti titoli mantengono una vita commerciale più lunga rispetto a quella in libreria.

Le voci sintetiche sono usate sempre di più proprio per ampliare rapidamente i cataloghi, specialmente per i titoli considerati meno strategici. Ma le voci umane sembrano ancora insostituibili.

Nel 2025 negli Usa, a fronte di un aumento del numero di audiolibri prodotti con voci sintetizzate, la disponibilità degli ascoltatori a provarli è scesa dal 70% al 61%.

Quasi la metà delle persone intervistate per la ricerca Audible Compass afferma di provare un senso di amicizia nei confronti dei suoi narratori o host preferitiE per l’81% degli ascoltatori il narratore o la narratrice è un fattore determinante nella scelta di un audiolibro.

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A espandere il mercato degli audiolibri ha contribuito anche il recente ingresso di Spotify nel settore. Spotify ha reso gli audiolibri accessibili a un pubblico che prima nemmeno li considerava: quasi la metà di chi ascolta audiolibri sulla piattaforma ha iniziato a farlo nell’ultimo anno, e ha scoperto il formato proprio grazie a Spotify.

Gli ascoltatori di audiolibri su Spotify sono giovani e sempre più coinvolti: il 52% ha tra i 18 e i 34 anni, e nel 2025 le ore di ascolto sono cresciute del 60% (segno che non si tratta solo di utenti che sperimentano il formato, ma anche di persone che ci stanno dedicando sempre più tempo).

Audiobooks+, il servizio a pagamento di Spotify che sblocca 15 ore mensili extra di ascolto di audiolibri (oltre alle 15 ore già incluse nel piano Premium), ha intanto raggiunto un milione di abbonati; al ritmo attuale potrebbe generare 100 milioni di dollari di entrate annue.

L’espansione di Spotify sul fronte degli audiolibri si pone ovviamente in competizione con una serie di servizi che esistono da tempo, a partire da Audible e Storytel, con situazioni diverse.

Rispetto a Storytel, un caso emblematico è la Svezia. Parliamo del Paese che ha dato i natali alla stessa Storytel e del mercato degli audiolibri più maturo al mondo: qui il 62% dei libri venduti è già in formato audio e i servizi in abbonamento esistono da quasi vent’anni. In Svezia Spotify non ha sottratto utenti ai competitor, ma si è posizionato come canale aggiuntivo, portando nuovi ascoltatori (soprattutto uomini e lettori di saggistica) che le piattaforme esistenti raggiungevano con più fatica.

La competizione è molto più agguerrita tra Spotify e Audible, il vero leader globale del settore. Audible ha dalla sua trent’anni di storia e l’integrazione con l’ecosistema Amazon, di cui fa parte. Il vantaggio strutturale di Spotify è che non deve convincere nessuno a scaricare una nuova app: ha già oltre 750 milioni di utenti che la aprono ogni giorno per ascoltare musica o podcast, di cui quasi 300 milioni paganti.

In ogni caso, la partita non si gioca solo sulla distribuzione.

A dominare il mercato nei prossimi anni saranno le realtà che riusciranno a costruire l’abitudine all’ascolto in chi ancora non ce l’ha e trattenere gli utenti già abbonati.

Con questo obiettivo, le piattaforme al momento stanno lavorando per esempio su funzioni basate sull’AI per migliorare la discoverability dei propri titoli. Storytel ha introdotto StoryArt, che consente ad autori ed editori di integrare materiale visivo direttamente negli audiolibri. Spotify ha lanciato Recaps, che riassume ciò che si ha già ascoltato senza bisogno di tornare indietro. Mentre su Audible, negli Usa, è disponibile in beta Maven, una funzione conversazionale per cercare nuovi audiolibri.

C’è poi un altro fronte su cui sia Audible sia Spotify si stanno muovendo con convinzione: quello della sinergia tra carta e audio. Perché non è affatto vero che i due formati si cannibalizzano i consumatori. Anzi, è proprio uno di quei casi in cui l’unione fa la forza.


Un’inaspettata alleanza

C’è la credenza diffusa che gli audiolibri penalizzino i libri. In genere, non è così.

Chi consuma audiolibri lo fa soprattutto perché mentre ascolta può fare altro e muoversi. E molti preferiscono gli audiolibri come alternativa al tempo trascorso davanti allo schermo. Il tempo dedicato a consumare audiolibri può cannibalizzare, semmai, quello dedicato ad altri contenuti audio, a partire dai podcast.

I dati indicano che, al contrario, l’ascolto di audiolibri può spingere il consumo e l’acquisto della versione cartacea dello stesso titolo, e viceversa.

Lo conferma per esempio la ricerca di NielsenIQ per Audible Italia. Lo studio riporta che il 56% degli utenti italiani ha ascoltato un libro che aveva già letto, e il 50% ha letto un libro dopo averlo ascoltato. Per oltre un terzo del campione di intervistati gli audiolibri aiutano a scoprire nuovi autori e a stare al passo con le ultime uscite librarie.

La stessa fotografia emerge da Audible Compass, studio sulle abitudini di ascolto in Italia, Spagna, Germania e Francia. Nell’80% dei casi gli ascoltatori di audiolibri sono anche lettori. E la maggior parte degli intervistati ha detto che l’ascolto di audiolibri li ha portati a leggere di più, o anche ad acquistare l’edizione cartacea dopo aver ascoltato l’audiolibro.

Questo genere di dati non è sfuggito agli editori, che stanno adottando strategie di pubblicazione sempre più integrate tra carta, ebook e audio in cui i tre formati sono trattati non come alternative, ma come fasi diverse dello stesso percorso di lettura. E non è sfuggito nemmeno alle piattaforme, che stanno sviluppando servizi mirati proprio a valorizzare questa sinergia.

Audible ha lanciato Read & Listen, funzione nota anche come Immersion Reading che permette di leggere e ascoltare un libro in modo sincronizzato. Per farlo bisogna avere l’ebook su Kindle e l’audiolibro su Audible. I dati di Audible dicono che gli utenti che ascoltano mentre leggono sono più coinvolti e consumano al mese quasi il doppio dei contenuti rispetto ai clienti che utilizzano solo gli audiolibri.

Spotify ha risposto con Page Match, che collega libro cartaceo o ebook con l’audiolibro. Basta scansionare una pagina con la fotocamera dello smartphone per riprendere l’ascolto da quel punto specifico, o viceversa tornare alla lettura dal punto in cui si era interrotto l’audio. Gli utenti che usano Page Match ascoltano in media il 55% di ore di audiolibri in più a settimana rispetto agli altri utenti, e completano i libri fino al doppio della velocità.

Ma Spotify non si è limitata a questo: negli Usa e nel Regno Unito è anche entrata nella vendita di libri cartacei tramite l’app, grazie a una partnership con Bookshop.org (che sostiene le librerie indipendenti).

L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui carta e audio si alimentano a vicenda. Un’opportunità che non riguarda solo i grandi editori: sempre di più, è alla portata anche degli autori indipendenti.


La corsa degli indipendenti

Qualche mese fa sono stata a Madrid per un evento organizzato da Audible per presentare un nuovo audiolibro alla stampa italiana e spagnola. È stato un evento in grande stile, iniziato con una colazione nella sala riunioni di un hotel di lusso e proseguito con un tour nei principali luoghi del racconto, ambientato proprio a Madrid.

Si potrebbe pensare che al centro dell’evento ci fosse la versione audio del nuovo romanzo di uno degli autori di punta di una grande casa editrice. Invece era l’audiolibro di un testo autopubblicato. Si tratta di un segnale significativo di una tendenza recente: le piattaforme che producono e distribuiscono audiolibri, come Audible, stanno investendo sempre di più per attrarre gli autori indipendenti.

Anche Spotify si sta muovendo nella stessa direzione. La società è entrata nel mercato degli audiolibri nel 2022 attraverso l’acquisizione di Findaway, leader globale nella distribuzione degli audiolibri, che ha sempre offerto servizi dedicati agli autori indipendenti. Di recente, al suo Investor Day di maggio 2026, Spotify ha presentato un nuovo strumento basato sulla tecnologia vocale di ElevenLabs che permette agli autori di generare un audiolibro direttamente dal manoscritto, gratuitamente, senza esclusiva e con la libertà di distribuire anche altrove.

Audible, nel corteggiare gli autori indie, si sta muovendo anche sul fronte della monetizzazione. O almeno lo sta facendo nei Paesi dov’è disponibile la sua piattaforma Audiobook Creation Exchange, che permette ad autori ed editori di entrare in contatto con narratori, ingegneri e studi di registrazione per creare audiolibri (i Paesi in questione sono Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Irlanda). Da fine maggio le royalty sono aumentate sia per gli autori che scelgono di distribuire il loro audiolibro in esclusiva su Audible sia per chi decide di distribuire su più canali.

Per le piattaforme puntare sull’autopubblicato significa non dover dividere i ricavi con nessun editore e ottenere così margini migliori. E significa anche avere la possibilità di scoprire e “costruire” talenti in esclusiva, legandoli alla piattaforma prima che qualcuno li intercetti. È la stessa logica che ha portato Netflix a produrre contenuti originali invece di limitarsi a distribuire quelli altrui.

Dal lato degli autori indipendenti, la proposta è allettante: visibilità, produzione professionale, promozione. Tutto quello che un tempo solo un grande editore poteva offrire.

Ma torniamo a Madrid. L’audiolibro al centro dell’evento di Audible è la versione audio di Non ucciderai (in spagnolo, No Matarás) di Riccardo Braccaioli, autore di diversi libri autopubblicati che in Spagna hanno riscosso un certo successo. Non ucciderai il primo capitolo de L’assassino dei 10 comandamenti, una serie poliziesca in dieci titoli che verranno pubblicati tra il 2026 e il 2028. Ciascuno è ambientato in una città diversa, ciascuno è dedicato a uno dei Dieci Comandamenti: in tutti i libri infatti c’è qualcuno che ha commesso quello che la religione cattolica definirebbe un peccato.

La storia inizia appunto a Madrid, una città che lo scrittore conosce bene perché ci ha vissuto. Nel centro della capitale spagnola viene ritrovato un corpo decapitato, con un’iscrizione cifrata sulla pelle. La vittima è un’eminenza della genetica. A guidare le indagini è l’ispettrice Minerva Cadalso, affiancata da un giovane seminarista. I due si trovano coinvolti in una caccia a un assassino che non si limita a uccidere, ma vuole punire.

«La religione è in crisi. Per esempio, sono sempre meno i ragazzi e le ragazze che scelgono di studiarla a scuola. Ma al tempo stesso la religione sta vivendo una specie di rinascimento: basti pensare all’estetica da monaca di Rosalia o a film come Los Domingos», dice Riccardo Braccaioli, l’autore di Non ucciderai. Il libro – spiega – si allaccia a un documento del 1987 fortemente voluto da Giovanni Paolo II, Donum Vitae, che ribadisce la contrarietà della Chiesa all’aborto e alle tecniche di procreazione assistita.

Tra le fonti di ispirazione c’è anche la Divina Commedia. La scena del crimine è ispirata a un’immagine dell’inferno dantesco: Bertran de Born, seminatore di discordia, avanza nel buio con la propria testa mozzata tra le mani. «Con tutta l’offerta culturale che abbiamo l’originalità è tornare alle proprie origini», commenta Braccaioli.

Riccardo Braccaioli è italiano, ma ha trascorso la maggior parte della sua vita in Spagna. E infatti scrive in castigliano. La moglie, Eva Alton, spagnola, anche lei scrittrice, si occupa della revisione. Braccaioli aveva 13 anni quando si è trasferito in Spagna con i genitori, che avevano una piccola fabbrica di pasta e pizze. Da ragazzo era dislessico e aveva problemi di attenzione, e dopo le scuole superiori si è messo a lavorare. È diventato direttore delle vendite di un’azienda italiana. Poi durante la pandemia si è messo a scrivere. E presto ha creato la serie dell’ispettore Álex Cortés, ambientata a Barcellona, dove lo scrittore ha vissuto per anni. «L’idea mi è venuta nel 2021. Mio padre partecipava a un rally in Costa Brava e io gli facevo da copilota. Un giorno non si è presentato alla partenza. Mentre lo cercavo ho iniziato a immaginare… E se un concorrente lo avesse ammazzato? E così è nata l’idea della serie dell’ispettore Álex Cortés. Mio padre, in realtà, stava benissimo…».

La serie di Barcellona, che include 14 romanzi, è stata un successo, tanto che Amazon ha nominato Braccaioli uno dei cinque autori di spicco su Amazon.es del 2024. Quando Audible (di proprietà di Amazon) ha notato i numeri dei libri dello scrittore gli ha proposto di trasformarli in audiolibri. Come narratore è stato scelto Jordi Salas, attore e direttore di doppiaggio spagnolo. «Il suo lavoro di narrazione mi è piaciuto così tanto che gli ho chiesto di incontrarlo. E ho scoperto che abita a pochi chilometri dalla casa dei miei genitori. Oggi siamo amici», racconta Braccaioli. Jordi Salas è anche il narratore della versione audio in castigliano della nuova serie dello scrittore, insieme all’attrice Esther Barcelona. La versione italiana invece ha la voce dell’attore e doppiatore Riccardo Ricobello.

Tutto questo Braccaioli lo ha raccontato a me e agli altri giornalisti invitati all’evento un po’ durante la colazione nell’hotel di lusso e un po’ mentre giravamo per Madrid. Ogni tanto ci fermavano in alcuni dei luoghi dove è ambientato Non ucciderai: la puerta del Sol, una storica cioccolateria, l’arcidiocesi, il palazzo reale, i giardini di Sabatini. Anche l’hotel di lusso della colazione rientra fra le ambientazioni del romanzo. «A molti lettori e a molti ascoltatori piace che parli dei luoghi dove si ambientano i miei libri. È un modo per identificarsi, per riconoscere posti che frequentano o dove sono stati», commenta Braccaioli. «Per esempio, una lettrice una volta mi ha scritto che viveva di fronte al commissariato di Álex Cortés. Per gli scrittori che si autopubblicano avere una connessione con i lettori è molto importante. Ho una newsletter settimanale dove condivido novità e aggiornamenti vari proprio per mantenere il contatto con chi legge e ascolta le mie storie».

A tre mesi e mezzo dalla pubblicazione l’audiolibro di Non ucciderai ha già ottenuto oltre 500 valutazioni su Audible Italia e circa 400 su Audible Spagna, con 4.6 stelle su 5. La piattaforma sembra averci visto giusto.

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