Numero del 18 gennaio

I consigli d’ascolto

  • «Se non riesco più a respirare non farmi intubare, non chiamare l’ambulanza». Questo è quello che Piergiorgio Welby si fa promettere dalla moglie Mina nel 1997 ed è la frase che più mi è rimasta impressa dopo l’intenso ascolto di Sei stato felice? Mina e Piero Welby, una lunga storia d’amore. Scritto da Chiara Lalli e prodotto da Miyagi Entertainment in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, ripercorre la storia di Piergiorgio Welby. Piergiorgio era affetto da distrofia muscolare, una malattia che gli ha gradualmente impedito di camminare, respirare, mangiare e che lo ha costretto a letto per anni. 
    Come si può accettare che la persona che ami ti chieda di lasciarla morire? «Morire mi fa orrore. Tutti i malati vogliono guarire, mica morire. Ma se non possono guarire? La scelta non è tra vivere e morire, ma tra un modo tollerabile e un modo ormai intollerabile». Così scriveva Welby al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 2006 a proposito della sua condizione e del suo corpo, un corpo che in realtà non era più suo e su cui non aveva alcun controllo. In quella lettera parlava anche del suo amore per la vita, per la propria vita, chiedendo perciò di poter esercitare su se stesso il proprio concetto di dignità. E a questo punto arrivano molte domande: la dignità della vita è un dovere? Qual è il confine? Cosa c’è di naturale in un corpo tenuto in vita da un respiratore artificiale, da alimentazione artificiale, da idratazione artificiale? È certamente un bene poter scegliere di restare vivi dopo un terribile incidente o durante una malattia invalidante, ma esiste un paradosso – come dice nella terza puntata Marco Cappato – insito nell’obbligo di restare in vita rendendo assoluto il prevalere delle macchine. Perché non posso decidere se staccarmi dalla macchina che artificialmente mi tiene in vita? Dopo tante battaglie, la sera del 20 dicembre 2006 Piero muore. Ma poi arrivano le indagini, la Digos, la Procura e anche il dispiacere della madre di Piergiorgio che, oltre ad aver perso il figlio dopo anni di sofferenze, si è vista rifiutare la possibilità di fare un funerale religioso da parte del Cardinale Luini.
    Sei stato felice? È la domanda che Mina fa a suo marito prima di lasciarlo andare. E la risposta è dentro questo podcast che solleva quesiti non solo sull’etica, sulla vita e sulla dignità dell’uomo ma, soprattutto, sull’amore.
  • Il 18 gennaio 2017 a Farindola, in Abruzzo, l’hotel Rigopiano scompare in novanta secondi sotto una valanga di neve che piomba con un impatto di centoventi mila tonnellate sul resort e sulle quaranta persone all’interno, spostando la struttura di circa dieci metri rispetto alla posizione originaria.  Rigopiano – Cronaca dalla valanga (disponibile su RaiPlay Sound) racconta, attraverso testimonianze e i servizi del TgR Abruzzo, quei giorni terribili di ricerche. A Pescara pioveva da giorni, mezza regione era sotto una coltre bianca ed era stato lanciato l’allarme meteo anche a seguito delle continue scosse di terremoto registrate. Poi la tragedia e i giorni di complicate ricerche che portarono a un bilancio drammatico: ventinove persone persero la vita. Dopo l’estenuante lavoro dei soccorritori si aprì la vicenda giudiziaria, con più di venti indagati, per capire quali fossero state le responsabilità, le carenze, le omissioni. Ezio Cenasi, giornalista del TgR, curò, un anno dopo, un’inchiesta per provare a spiegare cosa non avesse funzionato durante l’emergenza e per mettere luce sul perché non fossero stati utilizzati gli elicotteri militari che avrebbero potuto sorvolare subito l’area. E poi il caso di Gabriele D’angelo, volontario della Croce Rossa, che quel giorno perse la vita dopo avere chiamato i soccorsi alle 11.38, cinque ore prima della valanga; telefonata di cui non si è poi più trovata traccia, tanto da far pensare a un depistaggio. Se quella chiamata fosse stata considerata all’inizio delle indagini, forse avrebbe cambiato completamente la valutazione dei fatti.
  • Non conoscevo il mestiere del genealogista successore prima di ascoltare Rami, il nuovo podcast di Chora Media promosso da Coutot-Roehrig, e confesso che dopo le prime tre puntate sogno di ricevere una loro raccomandata. Sì, perché essere contattati da una di queste figure per accettare una cospicua eredità, magari da un parente così lontano da essere sconosciuto, non è una cosa che accade solo nei film, ma è proprio quello di cui si occupa Coutot-Roehrig, società francese che cerca gli eredi legittimi di un defunto. Un albero genealogico familiare è composto da molti rami: quando una persona muore lasciando una considerevole eredità senza avere eredi di primo grado intervengono i genealogisti: vanno alla ricerca degli eredi legittimi, provano a ricostruire i rami di quell’albero che sono stati recisi per vari motivi (come una migrazione, un tradimento o semplicemente il tempo). Francesca Berardi racconta storie incredibili di insospettabili milionari, di testamenti falsi e di come una lettera possa cambiare molte vite.  
  • Lo dicevo all’inizio: ci sono state molte nuove uscite. Ne segnalo qui altre che mi sono piaciute molto come Non ce lo dicono1!!(disponibile su Raiplay Sound), in cui Errico Buonanno ci guida tra i complotti più assurdi, bizzarri e pericolosi partendo dalle origini, dai gesuiti del ‘600, dagli illuminati di Baviera passando da guerra, pandemia e cambiamento climatico. Un corso intensivo per capire quanto sia facile fabbricare odio. L’erba del vicino(disponibile sulle app free) è il nuovo podcast de Il Post condotto dall’attivista antiproibizionista Luca Parola e dalla giornalista Nadia Ferrigo per capire come sono andate e come stanno andando le cose negli Usa, dove la cannabis è legale e durante il covid è diventata un bene di prima necessità.  La vita nel frattempo è il nuovo podcast di Giuliano Dottori, che qui racconta sogni, paure e ricordi di un musicista che fa i conti con sé stesso, con quella persona che dopo anni di carriera «si trova a metà del guado, tra una riva e l’altra». Un racconto delicato e intimo che anticipa l’uscita dell’omonimo disco.Spirito cinico è forse il caso della settimana, arrivato in pochissimo tempo tra le vette della classifica italiana dei podcast più ascoltati. E questo nonostante il geniale conduttore Ale von Flüe non sappia come descrivere il suo podcast e debba cercare su WikiHow “Come salutare in un podcast”.Si parla da sempre di fuga di cervelli, ma cosa spinge tantissime persone ad andare via? E cosa porta altre a ritornare dopo un’esperienza all’estero? 0039 è il prefisso telefonico dell’Italia ed è il nome del nuovo prodotto in casa Will Media realizzato da Clara Morelli che esplora proprio questo tema. Se hai una confessione o un’esperienza da raccontare puoi scrivere a 0039@willmedia.it
  • La passione secondo Thérèsedi Daniel Pennac letto da Claudio Bisio (disponibile su Emons) è il quinto capitolo del ciclo dedicato alla famiglia Malaussène. Thérèse è una donna che ha il dono della preveggenza e si innamora di un giovane rampollo aristocratico. L’unione però non piace per niente a Benjamin, il fratello di lei, che intuisce che l’uomo voglia la sorella non tanto per amore ma per le sue doti divinatorie. I due si sposano, ma pochi giorni dopo Thérèse si pente, capendo che i sospetti del fratello erano fondati. Tornata a casa dei genitori riceve la visita di un poliziotto che le comunica che il marito è morto. 
  • Premetto: io adoro le storie di archeologia, specialmente se ambientate nella Londra georgiana.Pandoradi Susan Stokes-Chapman letto da Greta Esposito (disponibile sempre su Emons) ha pienamente soddisfatto questi miei piccoli piaceri. La storia è quella di Pandora, rimasta orfana a causa del crollo di uno scavo in Grecia in cui sono morti i suoi genitori, due rinomati archeologi. Così l’emporio di antichità esotiche appartenuto a suo padre e sua madre passa nelle mani dello zio Hezekiah che, anziché mantenere alta la fama dell’Emporio, mette in vendita solo opere scadenti e contraffatte. L’accesso allo scantinato del bazar è vietato alla ragazza, divieto che accende la sua curiosità e che la spinge a entrare in quel luogo proibito, dove scopre un vaso che la porterà a conoscere il mito che le ha dato il nome, a inseguire il suo sogno di diventare orafa e a cercare l’indipendenza dallo zio. 
  • La caduta dei Golden di Salman Rushdie, letto da Gianni Volta e disponibile su Storytel, racconta la storia di Nero Golden e della sua famiglia, che arrivano in America con nomi nuovi, vestiti splendenti e un tenore di vita apparentemente alto nella cosiddetta “Golden House”. Un audiolibro che mi ha tenuta con le orecchie incollate fino alla fine per l’ambientazione quasi da thriller con lo sfondo di una New York piuttosto crudele e ipocrita. 

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