Radio Ambulante Studios

«Ai messicani interessano solo le storie che vengono dal Messico, ai colombiani quelle dalla Colombia, agli argentini quelle dall’Argentina», spiegò nel 2011 il direttore di una radio americana allo scrittore peruviano-statunitense Daniel Alarcón e alla giornalista colombiana Carolina Guerrero. Il direttore si sbagliava: dodici anni dopo quell’incontro, ogni episodio di Radio Ambulante, il podcast di giornalismo narrativo di Alarcón e Guerrero che celebra la diversità dell’America Latina e delle storie di chi la abita, è ascoltato da più di 200 mila persone ed è prodotto grazie al sostegno economico di oltre quattromila membri paganti della loro community. 

Un’ossessione condivisa

Come hanno raccontato in occasione del decimo anniversario del podcast, all’inizio Alarcón e Guerrero sapevano poco o niente di radio o podcast: l’unica certezza è che volevano tornare a dedicarsi a qualcosa che li entusiasmasse. Nel 2011 Alarcón aveva pubblicato un romanzo di scarso successo, mentre Guerrero si stava rimettendo da un’operazione.  Si erano conosciuti due anni prima a San Francisco, e già allora la radio era una costante nelle loro conversazioni. «Uscivamo insieme e ogni volta finivamo a parlare di podcast. Lui mi spiegava che aveva sempre voluto produrne uno», ha detto Guerrero in un’intervista al New York Times

Nato in Perù ma cresciuto in Alabama, Alarcón ha iniziato a scrivere reportage e racconti per il New Yorker, Harper’s, El País e il New York Times Magazine nel 2004. Nel 2007 è stato nominato dalla rivista letteraria Granta come il miglior giovane romanziere americano poco dopo aver pubblicato il suo romanzo d’esordio, Radio città perduta. L’anno successivo ha realizzato per la prima volta un audio documentario per la BBC sulla storia della capitale del Perù, Lima. Questa esperienza gli ha lasciato un retrogusto amaro in bocca: molte delle interviste che aveva realizzato in spagnolo erano state scartate dalla produzione. «Non puoi raccontare una storia peruviana con così poche voci in spagnolo. Credo che l’idea di uno spazio in radio iniziò a nascere proprio in quel momento», ha spiegato

Guerrero, dal canto suo, è stata fin dal suo arrivo a New York dalla Colombia una fedelissima ascoltatrice della radio pubblica statunitense. Nel 2011 aveva lasciato il lavoro per andare alla ricerca di un progetto nuovo, perché le piaceva l’imprenditoria: «Volevo fare qualcosa che fosse legato al giornalismo». Per dare vita a Radio Ambulante, Guerrero e Alarcón hanno scelto di ispirarsi al celebre programma radio e podcast This American Life e alla perseveranza dei venditori ambulanti e al loro rapporto con lo spazio pubblico per costruire un «ritratto sonoro del continente», unendo rigore giornalistico e storytelling.

Il crowdfunding nuziale

Nel 2012 hanno lanciato la loro prima campagna di crowdfunding e si sono sposati: agli invitati al matrimonio non hanno chiesto regali, ma donazioni su Kickstarter. Con i 46 mila dollari che sono riusciti a raccogliere hanno creato la prima stagione del podcast, nonostante nessun esperto di podcast credesse che nel panorama statunitense ci fosse spazio per un prodotto pensato principalmente da e per persone latinoamericane.

In pochissimo tempo, Alarcón e Guerrero sono riusciti a vincere la loro scommessa. Nel 2015 Radio Ambulante ha firmato un contratto con NPR, la radio pubblica statunitense, che ancora oggi distribuisce in esclusiva le puntate del podcast. Nel 2020 Radio Ambulante è diventato anche uno studio di produzione e ha lanciato El hilo, podcast settimanale di notizie dall’America Latina, prima in collaborazione con il New York Times e poi con Vice News (ad aprile, con la fine del contratto con Vice News, El hilo è tornato a essere prodotto completamente da Radio Ambulante Studios).

Mariana Zúniga, produttrice del podcast El hilo, mentre raccoglie interviste in Repubblica Dominicana e ad Haiti per l’episodio Deportadas y embarazadas: el drama de las haitianas en República Dominicana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ancor prima che i dati del Latino Podcast Listener Report lo confermassero, Radio Ambulante Studios ha dimostrato che esiste un pubblico affamato di «storie di amore e migrazione, giovinezza e politica, ambiente e famiglia» raccontate in spagnolo. E non solo: ha dimostrato anche che il modo migliore per sostenere e ricevere sostegno dal pubblico è proprio mettersi in ascolto. «Noi di Radio Ambulante abbiamo creduto fin dall’inizio, e il tempo ci ha dato ragione, che il modo più efficace per rafforzare il proprio pubblico fosse costruire una community. In questo senso, più che produrre podcast e lanciarli nel vasto mare dell’Internet e delle app di ascolto, abbiamo capito di dover comunicare con le persone che ci ascoltano e tenerle in considerazione nell’arco di tutto il processo di produzione e di diffusione dei nostri contenuti», spiega a Questioni d’orecchio Juan David Naranjo Navarro, che da circa un anno ricopre un ruolo molto speciale: Community Leader di Radio Ambulante Studios.

Il sostegno degli ascoltatori

«In sostanza, mi occupo di dirigere il programma di membership e di coordinare i team di entrambi i podcast durante le campagne di crowdfunding che organizziamo durante l’anno», precisa Naranjo Navarro. Nel 2019 infatti Radio Ambulante Studios ha lanciato Deambulantes, programma di membership con quattro diversi livelli di partecipazione. Nonostante le membership siano ancora un modello di business molto nuovo in America Latina, oggi il 25% del budget di Radio Ambulante Studios proviene proprio da lì.

Uno dei benefit più apprezzati, secondo Naranjo Navarro, è il «caffè virtuale che organizziamo ogni mese con alcuni membri del nostro team, in modo che le persone possano chiederci qualsiasi cosa gli passi per la testa e conoscerci un po’ meglio. È uno spazio a cui tengono molto perché diventa un modo per associare un volto alle persone che stimano per il loro lavoro, ma anche perché è un’opportunità per condividere le emozioni che sia Radio Ambulante sia El hilo hanno suscitato in loro. Durante dei caffè virtuali alcuni Deambulantes si sono persino commossi mentre condividevano le loro riflessioni».

Il team di Radio Ambulante Studios (quasi) al completo durante un evento dal vivo a Cartagena, in Colombia

Oltre a occuparsi di membership e crowdfunding, il Community Leader di Radio Ambulante Studios aiuta a organizzare sessioni di ascolto, eventi virtuali, workshop, show dal vivo e il Radio Ambulante Fest, e scrive le newsletter per i docenti che utilizzano le puntate dei podcast in aula. «La voglia di parlare degli episodi [di Radio Ambulante] ci ha spinto già qualche anno fa a creare un gruppo Facebook in cui le persone possono raccontare cosa ha suscitato in loro ogni storia che raccontiamo. Fin dall’inizio, sono nati in maniera molto spontanea dibattiti e conversazioni virtuali», spiega Naranjo Navarro.

A partire da questa voglia degli ascoltatori e delle ascoltatrici di discutere e imparare insieme, nel 2019 il team di Radio Ambulante Estudios ha iniziato a organizzare sessioni di ascolto di gruppo negli Stati Uniti e in America Latina. La richiesta di sessioni di ascolto da parte della community è aumentata in poco tempo, e il team – che lavora completamente da remoto – ha iniziato a fare fatica a organizzarli tutti. Invece di abbandonare il progetto, hanno deciso di creare una piattaforma virtuale all’interno della quale le persone possono trovare tutti gli strumenti per creare e organizzare una sessione di ascolto. La cassetta degli attrezzi digitale comprende addirittura una serie di domande per rompere il ghiaccio e qualche foglio da colorare per aiutare le persone a concentrarsi sull’episodio che stanno ascoltando. A oggi non è possibile calcolare quante sessioni di ascolto vengano organizzate ogni anno dal pubblico di Radio Ambulante e di El hilo, ma secondo Naranjo Navarro nel 2022 sono state almeno 130

Juan David Naranjo Navarro e i partecipanti a una sessione di ascolto di gruppo ad Antigua, in Guatemala

Dai sondaggi ai pitch

Oltre al gruppo Facebook, un altro canale che il team di Radio Ambulante Studios utilizza per ascoltare il proprio pubblico sono i sondaggi. «In uno dei nostri primi sondaggi abbiamo notato che molte persone ci chiedevano di creare un podcast che le aiutasse a informarsi e a capire le notizie che provenivano dall’America Latina. È proprio per questo motivo che abbiamo creato El hilo, che è un podcast che vuole analizzare in profondità le notizie della regione oltre i semplici titoli, con l’aiuto di giornalisti ed esperti del luogo», racconta Naranjo Navarro.

Un altro indizio nascosto in uno dei primi sondaggi riguardava invece un segmento molto speciale del pubblico di Radio Ambulante: le persone che usano il podcast per imparare o migliorare il loro spagnolo. «Quando i loro feedback sono stati confermati dai dati raccolti dal sondaggio, abbiamo capito che dovevamo trovare un modo per servire meglio questa parte del nostro pubblico», ha spiegato in un’intervista al Reuters Institute Carolina Guerrero, CEO di Radio Ambulante Studios. Nel 2019 è nata quindi Jiveworld Español (in origine chiamata Lupa), app che aiuta a imparare lo spagnolo attraverso le voci e le espressioni delle persone madrelingua intervistate negli episodi di Radio Ambulante.

Infine, il Community Leader di Radio Ambulante Studios segnala che chiunque può proporre una storia per una puntata di Radio Ambulante o un tema per un episodio di El hilo. «Abbiamo anche organizzato giornate aperte in cui le persone possono presentare in pochi minuti i loro pitch e seguiamo con attenzione i nostri profili social per vedere cosa ci chiede la nostra community», aggiunge Naranjo Navarro. E conclude: «Crediamo che il nostro giornalismo possa dare qualcosa alla società, che sia allargare gli orizzonti con le storie di Radio Ambulante o aiutare a prendere decisioni migliori con gli episodi di El hilo. Ecco perché siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per farci conoscere dal pubblico e per farlo innamorare del giornalismo che facciamo». 

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